Era solo l'inizio...

Era all’incirca Maggio del 2008 quando abbiamo iniziato ad essere amici e non ci siamo mai visti fuori dalle mura della nostra palestra fino al 27 luglio dello stesso anno. Complice dei nostri “incontri” serali su Msn è stato lo scambio dei nostri contatti email perché S. potesse inviarmi una canzone, “Remedios” di Salma Hernandes, colonna sonora del bellissimo film “Saturno contro”. Il giorno dopo avergli dato il mio indirizzo trovo la canzone che volevo tra la posta e la sua richiesta di amicizia su Messenger. Lascio a voi immaginare il sorriso che si è impresso sul mio volto in quel momento. Da quella sera,per ogni sera, io e lui avevamo un appuntamento fisso al computer oltre agli incontri in palestra sempre più cercati e desiderati da entrambi.  Ogni volta che lo vedevo o lo sentivo, aggiungevo una piccola tessera al puzzle della sua persona e l’idea che di lui mi stavo facendo era quella di un uomo incredibilmente interessante e piacevole.
S. mi ha raccontato tutta la sua vita, giorno per giorno, a volte con dei dettagli che neanche al più stretto dei famigliari si è soliti raccontare. Mi ha detto di essere sposato, di avere una figlia poco più piccola di me, mi ha detto del suo lavoro di militare,delle tante missioni che ha fatto e della voglia di partire per l’ Afghanistan per poi dire “io c’ero”. Mi ha detto delle serate d’estate passate a divertirsi ballando fino all’alba, quando all’insaputa di tutto e tutti si concedeva scappatelle, rivivendo le emozioni che forse non si era concesso prima. Mi ha parlato dei genitori e forse mai l’ho visto davvero sereno come quando parlava di loro e mai l’ho visto così preoccupato e dispiaciuto quando circa un anno fa sono venuti a mancare entrambi . E’ stato lì che ho conosciuto un S. diverso,preoccupato,pensieroso,triste quando stanco da lavoro passava le serate accanto al letto della madre, quando lo vedevo correre su e giù tra ospedale e casa. Sono stati quelli i giorni in cui ho iniziato a percepire la fragilità del mio ruolo nella sua vita, di quanto poco contassi e di quanto poco avrei potuto fare.  Avrei voluto stargli accanto in quel momento, tenergli la mano, abbracciarmelo e lasciarlo piangere. Ma non potevo, non ero nessuno per farlo, quel ruolo sarebbe aspettato alla moglie e io ero lì impotente davanti alla forza di quegli eventi che si susseguivano. Potevo solo amare in silenzio e sperare che lui potesse capire come mi sentivo in quel momento.
La prima volta che S. mi disse di essere sposato, ricordo che la cosa non mi fece né caldo né freddo, forse perché non avrei mai immaginato come sarebbe andato il seguito di questa storia. Forse perché non avevo ancora capito che quello per me sarebbe diventato il primo grande amore.
E’ stato stupendo per me svegliarmi la mattina e ogni giorno trovare un suo messaggio, sapere che per lui stavo diventando importante. Mi ha riempito di attenzioni che nessuno prima mi aveva mai regalato, mi faceva sentire speciale, mi bastavano poche parole per capire che mi desiderava e che quel batticuore e quel magone che avevo in gola alla sua presenza era anche il suo. Adesso che il nostro rapporto non è più come prima rimpiango quei giorni, spesso mi trovo a chiedermi cosa ho sbagliato e se ho sbagliato e farei di tutto per rimettere indietro le lancette e tornare a due anni fa. Sapete qual  è la cosa più brutta? Io quel batticuore e quelle emozioni le provo tutt’oggi quando lo vedo. Se ci fosse una telecamera a inquadrare i miei occhi in quei momenti  noterebbe qualcosa di diverso, io mi sento diversa quando c’è lui, so che mi cerca con lo sguardo, mi piace che quando si avvicina e fa il cretino con le sue battute, mi piace quando mi vede con gli occhi lucidi e ha il coraggio davanti a tutti di farmi una carezza perché sa che è ciò di cui ho bisogno. Quando vuole riesce a farmi stare bene, peccato che molto spesso se lo scordi e Carrie per lui diventa solo un passatempo, un giocattolo da maneggiare quando gli pare e piace, perché tanto se c’è la famiglia chi se ne frega di una stupida 22enne….

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